Acciaroli e dintorni

L’abitato è incastonato nella natura; esso si caratterizza per la chiesa di Santa Maria dell’Acciarolo sul lido, di cui si ha notizia già dal 1187, e la torre che i Normanni edificarono verso la fine del XII secolo. Tali proprietà appartennero ai potentissimi principi Sanseverino di Salerno, insieme a una fascia di terra che ripercorre il fiume Iandolo fino al Monte Stella, poi passate ai Capano di Pollica nel XII secolo.

Il primo riferimento ad Acciaroli risale al 1165. Il toponimo si riferisce ad un arbusto spinoso della famiglia delle rosacee, simile al biancospino, ma esiste anche un’origine greca, azale, che indicherebbe un approdo “senza tempesta”. L’importanza del luogo deriva dal fatto che esso fu sede di una dogana fino all’XIX secolo. La chiesa dell’Annunziata è di fabbrica molto antica. Di interesse è la composizione delle maioliche sul timpano che raffigura l’Annunciazione e la torre campanaria.Il campanile fu edificato nel 1926, allorquando Acciaroli venne elevata a rango di parrocchia.

La torre sul porto, di proprietà privata, è una fortificazione di fascino. Si tratta di una fortificazione a base quadrata, costruita in seguito alla progettazione degli Angioini di un complesso sistema difensivo costiero, di importante funzione già a metà del XII secolo quando Federico II la fece inserire nel sistema per difesa del litorale dagli attacchi pirateschi. Il campanile, la chiesa adiacente e la torre sul porto sono divenuti immagine e simbolo della famosa località turistica italiana anche al di là dei confini nazionali. Anche la torre del Caleo è una possente fabbrica costruita nel 1520 poco a sud dell’abitato attuale per volere del signore di Cannnicchio.

Dumas, il famoso romanziere francese, il 15 settembre del 1860, approdò ad Acciaroli con la goletta “Emma” per portare 400 fucili ai 1000 di Garibaldi, presi in consegna da Leonino Vinciprova, uomo di fiducia dell’eroe dei due mondi. Tre le memorie leggendarie e popolari, quella della presenza di Hemingway tramandata da vecchi pescatori, testimoni del tempo, nonché per riscontro indiretto della televisione giapponese, che sarebe giunta in secondo momento, a intervistare quei pescatori che avrebbero conversato sul molo col “grande saggio del mondo”.